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Easy growth behind us

Tutte le rincorse prima o poi rallentano: diventano corse, poi corsette, poi passi affrettati, infine camminate. Lo stesso sembra accadere con i media digitali, stando agli indicatori diffusi nelle ultime settimane. Anzitutto, quello del tempo dedicato alla fruizione da parte degli utenti: negli USA, secondo eMarketer, è destinato a crescere in misura decisamente ridotta rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni, aumentando di soli 3 minuti tra il 2016 e il 2018- poco, rispetto ai 25 minuti complessivi guadagnati tra il 2012 e il 2016.

Quando si passa dal tempo al denaro, lo scenario non muta: il grafico è ancora in salita, ma meno ripida che in precedenza. Nel nuovo DigiWorld Yearbook di iDate, il segmento in crescita più rapida tra quelli del mercato audiovisuale globale risulta il video on demand, che però rappresenta solo il 6% del mercato – laddove la programmazione lineare conta ancora per l’89,5% dei ricavi  al suo interno, la principale fonte di ricavo è la formula in abbonamento, il cosiddetto SVOD, con 103,2 mln di sottoscrizioni nel 2015 e ricavi in crescita del 71,5% rispetto al 2013. Apparentemente un successo: ma gli analisti fanno rilevare come l’incremento sia inferiore rispetto al passato, e prevedono che rallenti ancora nei prossimi anni. Il videostreaming sta insomma per raggiungere il punto di saturazione: Strategy Analytics, nel suo ultimo studio, lo vede sempre più prossimo in particolare per gli USA, dove la crescita in cinque anni si attesterà sotto l’8%. A questo punto, cercare nuovi sbocchi sui mercati internazionali diventerà una necessità.

La frenata rappresenta certamente una fase fisiologica, dopo un’impennata mirabile; ma potrebbe essere letta anche come il frutto di una congiuntura economica globale che non promette bene. Il fatto stesso che, stando alla nuova edizione degli Internet Trends di Mary Meeker,  l’India abbia superato gli Stati Uniti come secondo maggior mercato mondiale di Internet, la dice lunga sull’affanno dell’ex-primo mondo. La stessa chiave di lettura è utilizzata nel rapporto da Meeker per decifrare il rallentamento della diffusione degli smartphone, che rappresentano un abilitatore fondamentale anche per lo streaming video: gli utenti in più sono il 21% YoY, mentre erano il 31% lo scorso anno, e la distribuzione commerciale è a sua volta passata dal +28% al +20%. La penetrazione nei paesi early adopters si è fatta ormai troppo alta per mantenere gli stessi tassi di crescita, e d’altro canto l’avanzata dei newcomers (con la regione asiatico-pacifica che conta ormai il 52% dei possessori di telefonini avanzati) non basta tuttavia a sostenere l’accelerazione.  Easy growth behind us: potrebbe valere anche per i media digitali.

 

UPDATE: La fine del boom coinvolge anche il mercato delle app: la maggior parte degli utenti ha già scaricato tutte quelle che voleva, e non sembra cercarne di nuove.